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Il "Perdòn de Barbana"
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La comunità Gradese per il 764° anno ha sciolto il suo voto alla Madonna di Barbana, che ha salvato la comunità dalla pestilenza.“Oggi
la comunità gradese ha lasciato l’isola alla volta di Barbana nel segno
della fede e dell’impegno dei padri. I pescatori, lo sanno bene che bisogna
cercare in mari meno tranquilli il nuovo forse le cose meno sicure ma il
momento di crescita e di fede impone anche di staccarsi dalla tranquillità
dei mari vicini. Il parallelo in famiglia, per crescere bisogna staccarsi dal
nucleo familiare rassicurante per cercare di costruire un qualcosa di nuovo
che si chiama famiglia o vocazione. La comunità gradese anche oggi
distaccandosi dall’isola ha dimostrato la propria fede nei confronti della
Madonna di Barbana”. Per consentire ad un maggior numero di fedeli di partecipare alla santa messa l’altare è stato posto all’aperto. La funzione religiosa è stata celebrata dal Vescovo De Antoni , dall’arciprete di Grado monsignor Armando Zorzin. La processione votiva della Comunità gradese, che risale al 1237, è proseguita quindi con la consegna dell’obolo ( monete d’oro) da parte del primo cittadino al padre priore dei frati conventuali del santuario e quindi col rientro, immancabile la lunga scia di ortensie benedette che addobbavano le imbarcazioni lasciate cadere in mare come vuole la tradizione, della statua della Madonna degli Angeli in basilica a Grado. Presenti migliaia e migliaia di fedeli giunti da tutta la regione e molto dall’estero. Commovente il continuo inginocchiarsi dei fedeli al passaggio della Madonna degli Angeli al suo rientro nella Basilica di Santa Eufemia dove, in segno del ringraziamento è stato cantato il Te Deum. L’edizione 2001 sarà ricordata per l’addio della barca ammiraglia l’Ortensia è rimasta attraccata in attesa di dismissione, e per i 50 anni di fedeltà di tre portatori della Madonna di Barbana, associazione che si è assunta l’onere organizzativo, come ribadito dall’altare monsignor Zorzin i nomi dei fedelissimi sono : Santo Corbatto, Giovanni David e Narciso Facchinetti, l’applauso dei fedeli non ha avuto bisogno di commenti , un ringraziamento diretto. Al termine della giornata religiosa i canti hanno segnato il prosieguo della grande festa che nella vigilia di sabato ha visto il centro storico davvero rinascere con il sabo grando con musica , canti, corali, figuranti che hanno richiamato migliaia di ospiti tra le cali e i campielli a ridosso del campanile e nel finale nella suggestive notte al porto canale dove le imbarcazioni dei pescatori impavesate offrivano un suggestivo quadro davvero unico, il tutto coordinato dall’Admo del Presidente Bellucci coinvolgendo diverse associazioni locali. La festa del Perdòn si è ripresentata nella sua completezza.
Leonardo Tognon
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