Il "Perdòn de Barbana"



La comunità Gradese per il 764° anno ha sciolto il suo voto alla Madonna di Barbana, che ha salvato la comunità dalla pestilenza.

“Oggi la comunità gradese ha lasciato l’isola alla volta di Barbana nel segno della fede e dell’impegno dei padri. I pescatori, lo sanno bene che bisogna cercare in mari meno tranquilli il nuovo forse le cose meno sicure ma il momento di crescita e di fede impone anche di staccarsi dalla tranquillità dei mari vicini. Il parallelo in famiglia, per crescere bisogna staccarsi dal nucleo familiare rassicurante per cercare di costruire un qualcosa di nuovo che si chiama famiglia o vocazione. La comunità gradese anche oggi distaccandosi dall’isola ha dimostrato la propria fede nei confronti della Madonna di Barbana”.
Sono le parole dell’Arcivescovo di Gorizia sottolineando l’impegno della comunità di pescatori,  pescatori dal viso segnato dal salso e dal vento e con le mani segnate dal duro lavoro che, per la Madonna hanno messo i guanti bianchi per onorare e portare la statua della Madonna degli Angeli, la loro regina, in processione con le i ”reburci” uniti (le imbarcazioni tenute assieme da una unica cima, alla volta dell’isola di Barbana.
L’arcivescovo di Gorizia Dino De Antoni che, nella sua seconda presenza  al Perdòn de Barbana,  ha celebrato la funzione religiosa dinanzi ad una folla di migliaia e migliaia di fedeli ( forse 4 mila ) giunti nel segno della tradizione al  Santuario mariano di Barbana per rinnovare il voto che lega dal 1237 la comunità di Grado, la comunità di pescatori alla Madonna di Barbana.
Dal lontano 1237 la comunità gradese celebra questa particolare processione di barche alla volta di Barbana. Fin dalle prime ore del mattino, nonostante la grande cappa di caldo, una folla di fedeli si è accomunata alla comunità gradese pronta a sciogliere e rinnovare il secolare voto: dalla basilica di Santa Eufemia, dopo la prima parte religiosa con l’arciprete gradese monsignor Armando Zorzin in testa, l’effigie della Madonna degli Angeli è stata portata in corteo a spalla dai Portatori della Madonna di Barbana, per raggiungere il porto dove, di fronte ad un bagno di folla ed ad un sornione sole che ha vinto il velato cielo minacciato da alcune nuvole, è stata posta sull’imbarcazione Papa Giovanni XXIII ( l’imbarcazione ammiraglia del corteo di barche che ha fatto registrare la presenza  dopo molti anni del natante ei Vigili del fuoco , un ritorno ala tradizione e forse della caserma a Grado).
Il presidente dei Portatori della Madonna di Barbana, Francesco Facchinetti, ha proferito la formula d’avvio: “In nome de Dio avanti!“ ed il spettacolare corteo di barche ha preso il mare, le imbarcazioni dei pescatori ricolme di gente, numerose le autorità: il sindaco di Grado Roberto Marin e l’intera amministrazione comunale , il presidente dell’Apt di Grado e Aquileia Alessandro Felluga, i consiglieri regionali  Brussa, Gherghetta e Vio, il presidente della Provincia Giorgio Brandolin, l’onorevole Moretti,   le maggiori autorità militari e civili della provincia che assieme alla folla di fedeli, hanno dato vita al caratteristico convoglio di barche che attraverso i canali della laguna hanno accompagnato l’immagine della Madonna degli Angeli verso lo storico Santuario mariano. Le note della banda civica, con l’adagio numero uno di Czubert e i canti mariani, hanno accompagnato lungo tutto il percorso la processione di barche. alla volta dell’isola.

Per consentire ad un maggior numero di fedeli di partecipare alla santa messa l’altare è stato posto all’aperto. La funzione religiosa è stata celebrata dal Vescovo De Antoni , dall’arciprete di Grado monsignor Armando Zorzin. La processione votiva della Comunità gradese, che risale al 1237, è proseguita quindi con la consegna dell’obolo ( monete d’oro) da parte del primo cittadino al padre priore dei frati conventuali del santuario e quindi col rientro, immancabile la lunga scia di ortensie benedette che addobbavano le imbarcazioni lasciate cadere in mare come vuole la tradizione,  della statua della Madonna degli Angeli in basilica a Grado.

Presenti migliaia e migliaia di fedeli giunti da tutta la regione e molto dall’estero. Commovente il continuo inginocchiarsi dei fedeli al passaggio della Madonna degli Angeli al suo rientro nella Basilica di Santa Eufemia dove, in segno del  ringraziamento è stato cantato il Te Deum.

L’edizione 2001 sarà ricordata per l’addio della barca ammiraglia l’Ortensia è rimasta attraccata in attesa di dismissione, e per i 50 anni di fedeltà di tre portatori della Madonna di Barbana, associazione che si è assunta l’onere organizzativo, come ribadito dall’altare monsignor Zorzin i nomi dei fedelissimi sono : Santo Corbatto, Giovanni David e Narciso Facchinetti, l’applauso dei fedeli non ha avuto bisogno di commenti , un ringraziamento diretto. Al termine della giornata religiosa i canti hanno segnato il prosieguo della grande festa che nella vigilia di sabato ha visto il centro storico davvero rinascere con il sabo grando con musica , canti, corali, figuranti che hanno richiamato migliaia di ospiti tra le cali e i campielli a ridosso del campanile e nel finale nella suggestive notte al porto canale dove le imbarcazioni dei pescatori impavesate offrivano un suggestivo quadro davvero unico, il tutto coordinato dall’Admo del Presidente Bellucci coinvolgendo diverse associazioni locali. La festa del Perdòn si è ripresentata nella sua completezza.

 

Leonardo Tognon

 



Le immagini della manifestazione