Lettera aperta sul parcheggio di automobili in laguna

(tratto da Voce Isontina del 5 febbraio 2000


 

Apprendiamo dalla cronaca di Grado che la giunta dell'attuale maggioranza consiliare (Alleanza Nazionale) ha riproposto il parcheggio di automobili in laguna. L'incredibile idea di urbanizzare con un parcheggio l'ambiente lagunare aveva già a suo tempo sollevato le giuste rimostranze di cittadini gradesi e ospiti anche stranieri, delle associazioni ambientaliste nazionali e di uomini di cultura, suscitava la preoccupata attenzione del ministero dell'ambiente e la contrarietà di partiti politici.
Tutto ciò era valso a far fortunatamente riflettere circa l'immenso danno di una tale dirompente realizzazione nella storia di Grado. E sembrava infatti che il progetto fosse stato giustamente abbandonato, tant'è che lo stesso sindaco e alcuni consiglieri della maggioranza avevano avvalorato l'abbandono dell'idea parlando privatamente in tal senso addirittura con uno dei sottoscrittori delle critiche all'epoca avanzate.
Cittadini gradesi e ospiti si trovano dunque nuovamente davanti a un Comune che pare non tenere in alcun conto l'obbligo sociale e politico di salvaguardare i tesori dell'ambiente naturale di Grado. Non è possibile qualificare altrimenti l'ipotesi della riattualizzazione dei progetto che era stato abbandonato di fronte alle valide ragioni da più parti rappresentate. Ricordiamo, a titolo collaborativo verso l'amministrazione civica, solo alcune di queste ragioni a cominciare dalle belle visuali dell'isola e della lacuna che ne verrebbero compromesse e deturpate (il che dovrebbe interessare non poco stante che Grado vive di turismo). La costruzione dell'isola artificiale per il parcheggio lungo la principale bocca lagunare, oltre che l'inizio di una improponibile e assurda urbanizzazione del com­parto lagunare, comporterebbe la cementificazione della sponda settentrionale dei canale (come già fatto per quella opposta) con gravi danni agli equilibri idraulici e sedimentologici, nonché all'abitato anche in relazione al fenomeno dell'acqua alta. Le zone in questione sono di grande importanza archeologica: durante alcuni lavori di dragaggio è infatti emersa una grande quantità di legname, che gli studiosi ipotizzarono appartenere a un ponte di epoca romana, in allineamento con l'antica strada, ora sotto il livello mediomare, che portava ad Aquileia attraverso l'odierna laguna. Ad ogni buon conto più che risolvere il problema dei parcheggi, verrebbe così solo aggravato il traffico sulla translagunare nord-sud, stretta com'è e di carattere eminentemente panoramico con la prospettiva di piste ciclabili e pedonali, quale attrattiva turistica in netto contrasto con un traffico continuo, inqui­nante e caotico. I parcheggi, sia in relazione ai finanziamenti già accordati dalla Regione, sia con riferimento alle promesse elettorali del partito dei sindaco attuale, sono peraltro previsti in direttrice est dove è molto più facile, funzionale ed economico realizzare attrezzature di questo tipo. E’ un controsenso, quindi, insistere ancora sul parcheggio in laguna. Va vista con grande preoccupazione !'aggressione veicolare a Grado e alla laguna da nord, mentre dovrebbe essere compresa la necessità di prevedere sulla direttrice est (autostrada, aeroporto, Mitteleuropa ed ex Paesi dell'est, ecc.) le soluzioni traffico‑ servizi. Non va infine dimenticato che il turismo di qualità, cui Grado ha sempre aspirato, è indissolubilmente connesso alla salvaguardia dell'ambiente.
C'è veramente da chiedersi, dal momento che la volontà dei parcheggio in laguna è già tornata fuori di nuovo a breve distanza di tempo, se vi sia in tutti i responsabili la consapevolezza delle gravissime conseguenze di questa ipotesi di intervento; e con quali valide motivazioni la nostra Regione e le altre istituzioni competenti (Magistrato alle Acque, Ministeri, ecc.) potrebbero approvarla.

cav. Augusto C. Marocco
(studioso del dialetto e di storia locale)

rag. Mario Toso
(già Vice Segretario del Comune di Grado)

dott. prof. Ruggero Marocco
(geologo, autore di diverse pubblicazioni
scientifiche anche sulla Laguna di Grado)

dott. arch. Pietro Marin
(ambientalista)