OPERAZIONE
 IULIA FELIX

L'evento dell'estate 1999

 

Dal fondo del mare, che lo ha gelosamente conservato, lo scafo della "Iulia Felix", la nave oneraria romana scoperta al largo di Grado nell'86, tornerà sulla terra ferma il 26 di settembre.
Verrà portato al costruendo museo che lo ospiterà per il futuro.

La Storia | Lo Scafo | Il Carico | I° Comunicato Stampa
  II° Comunicato Stampa | Discorso del Sindaco di Grado
 III° Comunicato Stampa | Copia dell'Invito alla Manifestazione
Programma di massima |
Il Gruppo di lavoro della Iulia Felix
Comunicato del 13 agosto 1999 alle ore 16.00 - Il rinvio del recupero
21 agosto 1999 ore 16.00 
Nuovi ritrovamenti e la
data probabile del recupero
Un libro sulla "Iulia Felix" e la nuova data del recupero

 

La scoperta della lulia Felix

Nella tarda estate del 1986, un pescatore, Agostino Formentin di Marano Lagunare, recupera in mare aperto, tra Grado e Marano, alcuni frammenti di anfore; la notizia viene immediatamente passata ai membri dell'Archeosub di Marano Lagunare che, congiuntamente al Gruppo Archeologico del Veneto Orientale, organizzano una ricognizione subacquea di verifica (novembre). Ma è nella successiva estate del 1987 che arriva la conferma definitiva con una ulteriore campagna di prospezioni: il relitto di quella imbarcazione romana poi denominata Iulia Felix è una realtà. La collaborazione tra pescatori professionisti e volontari archeologici subacquei rappresenta una combinazione vincente. La segnalazione definitiva dell'importante scoperta viene trasmessa alla Soprintendenza di Trieste il 22 giugno con un telegramma di 74 parole. I programmi di lavoro già previsti vengono mutati: anzichè sul sito del San Gottardo a Grado, si decide di avviare una campagna di prospezioni sul relitto ancora senza nome (prima campagna). La conferma dell'importanza della scoperta, che presenta un carico sorprendentemente in ottimo stato di conservazione che a sua volta potrebbe nascondere lo scafo ligneo, induce il direttore dei lavori, Paola Lopreato, a richiedere un ulteriore finanziamento alla sede centrale del Ministero per tutelare nel modo do­vuto l'area sommersa. Con la collaborazione dello STAS ha così luogo la seconda campagna che consiste nella costruzione di un sistema di difesa del prezioso nuovo sito subacqueo sia dai predatori d'acqua sia dai moderni mezzi impie­gati per la pesca. Da questo momento l'intera zona viene tenuta sotto controllo dalla Soprintendenza, dal Nucleo Carabinieri Subacquei di Trieste, dalla Stazione Carabinieri e Guardia di Finanza di Grado. Grazie ad una successiva convenzione col Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, anche le Capitanerie di Porto di Grado, Monfalcone e Trieste partecipano alle operazioni di tutela in mare.


 

Lo scafo della Iulia Felix

Che cosa esiste in realtà del relitto denominato Iulia Felix sotto il mare di Grado? I resti conservati della nave interessano una superficie di circa 14 metri x 6 metri. Sul piano longitudinale il legno sembra essersi conservato fino all'altezza delle due ruote di prua e di poppa; la chiglia presenta una battura triangolare che permetteva l'inserimento del torello; il paramezzale, scoperto per circa un metro e mezzo, si appoggia a due paramezzalini e presenta una piccola scassa. In senso trasversale, la parte di dritta dello scafo e dell'ossatura sembra meglio e più conservata di quella di sinistra. La murata di dritta infatti si è conservata per un breve tratto, all'incirca a centro nave, fino al trincarino, il quale risulta fissato con chiodi sia alle ordinate sia alla sottostante tavola del fasciame esterno: è il secondo relitto scoperto in Italia in cui si sia rinvenuta tale situazione. Il concetto costruttivo della Iulia Felix sembra essere quello a fasciame portante abbinato alla tecnica a mortasa e teno­ne per quanto attiene l'assemblaggio delle tavo­le del fasciame esterno e del ponte dello scafo. La terza fase dell'Operazione Iulia Felix con­sentirà di definire al meglio le caratteristiche di quella che al momento può definirsi una corbita (piccola oneraria) romana, lunga circa 16 metri e larga 5.


 

Il carico e la datazione della Iulia Felix

La composizione del carico era costituita essenzialmente da anfore: di produzione africana (Africana I A e Africana II A, Tripolitana I) ed ego-orientale (gruppo di Cos). Certamente alcune di queste anfore contenevano garum, la famosa salsa di pesce, e vino: lische di pesce per le prime, rivestimento in pece per le seconde, sono indicatori importanti. La disposizione del carico sulla nave lascerebbe ipotizzare che essa fosse adibita ad un commercio specializzato, a corto raggio, forse attraverso un itinerario commerciale limitato all'Alto Adriatico, avendo come punto di riferimento principale il porto di Aquileia. Nel carico spicca la presenza di una botte lignea contenente rottami di vetro: centinaia di frammenti di vasi di vetro rotti destinati ad essere riciclati, cioè rifusi. Aquileia era uno dei maggiori centri di produzione di vasellame vitreo dell'Italia del nord in età romana imperiale e l'uso di riadoperare per la fusione rottami di vetro è addirittura testimoniato dalle fonti letterarie antiche. Ma le novità non sono finite, tutti gli elementi del carico trasportato erano avviluppati da tralci vegetali e appoggiati su un letto di strami e fascine di legno per evitare i traumi delle operazioni nautiche. Facevano parte degli oggetti di uso giornaliero dell'equipaggio alcune brocchette di terracotta, frammenti di olle e piatti in ceramica comune, vasi in metallo, frammenti di lucerne, alcuni frammenti bronzei pertinenti ad una stadera (per il commercio al dettaglio?) tra cui un cursore a forma di testa di Minerva. E' stato trovato anche un bronzetto di tradizione ellenistica raffigurante Posidone: anche i marinai della Iulia Felix avevano affidato la tutela navis al dio del mare? L'insieme degli elementi del carico della nave, soprattutto le anfore, consentono una datazione per la Iulia Felix compresa tra la fine del II secolo e gli inizi del III secolo dopo Cristo.


 

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

NUCLEO ARCHEOLOGIA SUBACQUEA MEDIO ALTO ADRIATICO
SOPRINTENDENZA PER 1 BENI AMBIENTALI ARCHITETTONICI ARCHEOLOGICI ARTISTICI E STORICI
DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, SOPRINTENDENZE ARCHEOLOGICHE DEL VENETO, DELL'EMILIA
ROMAGNA E DELLE MARCHE

 IL RECUPERO DELLA NAVE ROMANA"IULIA FELIX"

agosto 1999

comunicato stampa n.1

conferenza stampa. (Grado 21.05.1999)

Il ritrovamento dei resti di un'antica nave romana, adagiata sui fondali al largo di Grado, fu segnalato alla Soprintendenza dei Friuli Venezia Giulia nell'estate dei 1987 da alcuni volontari subacquei. Accertata l'importanza dei ritrovamento, iniziarono le campagne di scavo e di recupero dei carico, dei materiale di bordo ed ora anche dei relitto stesso.

Infatti nel mese di giugno di quest'anno inizierà la stagione conclusiva per il recupero della nave, che è stata nel frattempo denominata lulia Felix, stagione che si concluderà alla fine di agosto con la riemersione dello scafo e la sua sistemazione per i necessari restauri nel costituendo museo nazionale dell'archeologia sottomarina di Grado.

La lulia Felix, lunga circa 13 metri e larga 6, era sicuramente una nave oneraria, un mercantile della metà dei Il secolo d.C. che portava un carico di anfore contenenti prodotti della lavorazione dei pesce (pesce in salamoia e altri alimenti, identificati dall'analisi dei resti conservati all'interno delle anfore stesse). Sulla nave vi era anche una botte, ritrovata sfasciata, con le doghe appoggiate sui resti dello scafo, il cui carico consisteva in frammenti di vetro, probabilmente destinato ai laboratori artigiani di Aquileia, ben conosciuti in epoca romana.

Altri oggetti, di probabile uso quotidiano dell'equipaggio, in ceramica e bronzo, completano il quadro dei ritrovamenti, che verranno raccolti ed esposti al pubblico a partire dall'estate dei 2000 all'interno del museo di Grado, seguendo un percorso culturale, che con l'aiuto di strumenti didattici e multimediali racconterà ai visitatori la storia e il naufragio della lulia Felix, avvenuto a neppure 6 miglia dalla costa.


 

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

 NUCLEO ARCHEOLOGIA SUBACQUEA MEDIO ALTO ADRIATICO
SOPRINTENDENZA PER I BENI AMBIENTALI ARCHITETTONICI ARCHEOLOGICI ARTISTICI E STORICI
DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, SOPRINTENDENZE ARCHEOLOGICHE DEL VENETO, DELL’EMILIA
                                                                        
ROMAGNA E DELLE MARCHE

 

IL RECUPERO DELLA NAVE ROMANA “IULIA FELIX”

agosto 1999

comunicato stampa n.2

conferenza stampa Grado 21.05.1999

Inizierà nel prossimo mese di giugno l'ultima e la più importante campagna di scavo sul relitto della nave romana lulia Felix (affondata diciotto secoli fa' al largo di Grado) che si concluderà entro agosto con il recupero e la messa a terra dello scafo ligneo dell'imbarcazione. Al termine dei restauri la lulia Felix sarà visibile al pubblico all'interno di una vasca appositamente costruita all'interno dei museo nazionale dell'archeologia sottomarina di Grado.

Data l'importanza dei recupero, il primo dei genere in Italia, la Soprintendenza, il Comune e le altre autorità coinvolte stanno organizzando un' operazione con ampio dispiego di mezzi. Il Nucleo di Archeologia Subacquea dei Medio Alto‑Adriatico dei Ministero per i Beni e le Attività Culturali coordinerà infatti la presenza dell'Arma dei Carabinieri (Stazione di Grado, Unità navale, Nucleo subacquei di Trieste, Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dì Venezia, Nucleo Elicotteristi di Trento); Corpo della Guardia di Finanza (Sezione Navale di Monfalcone, Stazione di Grado, Sezione Sommozzatori di Venezia); Capitaneria di Porto di Grado e Monfalcone e Sezione Sommozzatori di San Benedetto dei Tronto, Sezione Subacquei dei Vigili dei Fuoco di Trieste; Protezione Civile di Grado.

Nel giorno designato ‑ la data probabile è nella seconda metà di agosto per una favorevole combinazione di maree ‑ sarà infatti necessario l'apporto della Capitaneria di Porto e delle altre autorità marittime che dovranno sorvegliare la zona per impedire la navigazione nei momenti cruciali dei sollevamento dei resti della nave, racchiusa in un guscio protettivo. I legni, rimasti sotto acqua per quasi 2000 anni, sono estremamente fragili e una seppur lieve ondata ne può causare il disfacimento.

Un pontone trasporterà poi la lulia Felix a riva, dove una gru la solleverà e la poserà delicatamente nella vasca predisposta per il restauro.

Come già detto le previsioni meteomarine consigliano di effettuare il complesso lavoro nel mese di agosto, in piena stagione estiva, e di conseguenza si può essere certi che tutte le fasi dei recupero saranno seguite dall'interesse dei turisti che affollano il litorale gradese, che sicuramente sapranno apprezzare l'eccezionalità dell'evento.


 

COMUNE Di GRADO

PROVINCIA Di GORIZIA

 

IL SINDACO DI GRADO ROBERTO MARIN

 

Per la Città di Grado tutta l'operazione legata al recupero e conservazione della nave oneraria romana IULIA FELLX è un avvenimento decisamente importante non solo per le motivazioni culturali intrinseche ma soprattutto per la capacità di attrazione e per l'aspetto divulgativo ad essa legato.
Il ritrovamento nel 1987 del relitto navale romano ha fatto nascere un grande interesse a livello scientifico e molta curiosità nel pubblico.

I metodi innovativi di scavo subacqueo che hanno caratterizzato l’indagine sulla Iulia Felix hanno già trovato modo di venir analizzati in una serie di conferenze realizzate nella primavera del 1992 e del 1993, dai membri del Comitato scientifico preposto allo scavo in collaborazione con il Comune. Ai due cicli di incontri ha poi fatto seguito, con notevole interesse di pubblico, la stampa del volume "OPERAZIONE IULIA FELIX” per ora la sola pubblicazione che illustra e fa la storia della nave oneraria, dalla scoperta per opera degli archeo‑sub di Marano Lagunare all'analisi dei reperti e alla formulazione delle ipotesi sulla tipologia e destinazione della nave.
In seguito, nell'agosto 1996, una mostra presso la sala dell'Azienda di Promozione turistica di Grado Aquileia, ha reso visibile al pubblico una piccola parte del carico restaurato presso il Museo di Cividale.

Ora siamo giunti all'atto più ardito e per questo carico di attesa e trepidazione: il recupero dal mare dello scafo. Un'operazione che sappiamo molto delicata e consentirà per la prima volta l'applicazione di tecnologie innovative.

Grazie alla Iulia Felix nascerà a Grado, patria di Vigilio De Grassi, l'archeologo che per primo intravvide e promosse indagini nelle acque lagunari con metodi originalissimi fin dagli anni Trenta, un nuovo modo di rappresentare la realtà archeologica.

Per la città e per tutto l'arco costiero regionale, il recupero della nave e l'apertura del Museo (prevista per la primavera del prossimo anno) rappresentano un punto di partenza importante per la creazione di un polo di studi internazionali di grande prestigio scientifico che potrà dar vita ad iniziative di notevole attrazione turistica.

Il raggiungimento di questi obiettivi che ritengo perseguibili in tempi ragionevolmente brevi saranno possibili in virtù di quella convergenza di interessi e dì sinergie che si sono mobilitate attorno questa piccola nave, veramente felice, e che quest'anno ci consentiranno di recuperare dalle acque lo scafo.

La città è quindi grata al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali ed al Servizio tecnico per l'archeologia subacquea suo braccio operativo, alla Soprintendenza del F.V.G. e a tutti gli enti che con il loro contributo scientifico, tecnico, finanziario ci hanno portato alla vigilia di questo importante evento.

Grado, 21 maggio 1999


 

IULIA FELIX

 

Comunicato del 4 agosto 1999

 

UN POOL Di SPONSOR PER LA “IULIA FELIX”

Il relitto della nave romana, che verrà recuperato il 24 agosto.,

muove l'interesse di grandi aziende

Il recupero della lulia Felix, la nave oneraria romana affondata al largo del porto di Grado (Gorizia) 1.800 anni fa, avverrà il 24 agosto e rappresenterà un fatto unico al mondo nella storia dell'archeologia subacquea, perché si tratta della prima nave di epoca romana che è stata ritrovata in perfetto stato di conservazione. L'evento ha riscosso l'interesse di un pool di sponsor che daranno il foro appoggio all'operazione di recupero, coordinata dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici dei Friuli‑Venezia Giulia e realizzata dalla cooperativa "Aquarius”: si tratta di aziende quali la Lorenz Orologi, la Piz Buin, leader nel campo dei prodotti solari, la Lauda Air, compagnia aerea di Niki Lauda, l'Azienda Agricola Livio Felluga, la Fincantieri, il Gruppo Avir e il Gruppo Zignago Vetro, la Bormioli, la Gover, le Assicurazioni Generali, Marina Stella e Mediterranean Seapark. I rappresentati delle aziende sponsor si sono riuniti ieri a Grado per mettere a punto gli ultimi particolari della loro partecipazione a questo evento, che a fine mese rappresenterà il coronamento di un lavoro di archeologia subacquea durato oltre 12 anni e che è stato finanziato dal Ministero dei Beni Culturali, grazie all'intervento dei direttore dei lavori, Paola Lopreato.

Scoperta nell'estate 1986 da un pescatore di Marano Lagunare, Agostino Formentin, la lulia Felix, lunga circa 13 metri e larga 6, conteneva oltre 300 anfore di provenienza nordafridana e altre suppellettili di grande valore archeologico. Le anfore sono già state catalogate e trasportate presso il Museo di Cividale, in attesa di essere esposte, insieme al relitto della nave, presso il nuovo Museo Archeologico di Grado, che verrà inaugurato nel maggio dei 2.000.

Proseguono intanto al largo di Grado le operazioni per l'intervento di recupero, che avverrà con una tecnica particolare progettata dall'architetto Massimo Colocci dell'Università di Roma 2 “Tor Vergata". Questa tecnica prevede una particolare “imbragatura" della nave al fine di garantirne la perfetta conservazione, fino al momento in cui verrà lentamente riportata alla luce ed emergerà dal mare.

Ufficio Stampa Operazione “IULIA FELIX”

 


 

GRADO, 24 AGOSTO 1999

OPERAZIONE IULIA FELIX: DAL MARE AL MUSEO"

                                                                                                       Trieste, luglio 1999

Iulia Felix, la nave romana affondata 18 secoli fa al largo di Grado, riemergerà dalle acque dell'Adriatico il prossimo mese di agosto.

Dopo la scoperta, avvenuta nel 1986, il relitto è stato oggetto di numerose campagne di scavo subacqueo, che hanno portato al recupero del carico e all'identificazione della struttura lignea.

E’ in corso attualmente la fase finale dell'operazione denominata “Iulia Felix: dal Mare al Museo” che si concluderà il 24 agosto con il sollevamento del fasciame dalle acque e il suo trasporto nel nuovo Museo Nazionale dell'Archeologia Subacquea di Grado.

Per l'archeologia subacquea italiana si tratta di un avvenimento storico.

E’ pertanto con particolare orgoglio che invitiamo la S.V. a presenziare alla riemersione della “Iulia Felix" e alle manifestazioni collegate che avranno come madrina d'eccezione l'Onorevole Giovanna Melandri, Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

Cordialmente.

         Roberto Marin                                                         prof. arch. Franco Bocchieri
 
Sindaco della Città di Grado                                 Soprintendente B.A.A.A.A.S. per il Friuli-Venezia Giulia

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

NUCLEO ARCHEOLOGIA SUBACQUEA MEDIO ALTO ADRIATICO
SOPRINTENDENZA PER I BENI AMBIENTALI ARCHITETTONICI ARCHEOLOGICI ARTISTICI E STORICI DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA,SOPRINTENDENZE ARCHEOLOGICHE DEL VENETO, DELL'EMILIA ROMAGNA E DELLE MARCHE
 PROVINCIA DI GORIZIA, COMUNE DI GRADO, AZIENDA DI PROMOZIONE TURISTICA DI GRADO E AQUILELA

INFORMAZIONI: BIBLIOTECA CIVICA 'FALCO MARIN" - GRADO
TEL. 0431 876942 - FAX 0431 876944 - E-mail: bibIioteca.grado@wavenet.it

SEGRETERIA DEL SINDACO: TEL. 0431 898223 - FAX 0431 85212


 

IULIA FELIX

RECUPERO “IULIA FELIX"
24 AGOSTO 1990
PROGRAMMA DI MASSIMA

 

PRIMA PARTE DELL’EVENTO:

MOLO BRIONI, CENTRO CITTADINO, MUSEO ARCHEOLOGICO

Fino alle ore 14.00:
·        deposito del relitto in un vascone sul molo
·        trasferimento sul carrello porta imbarcazioni di trasporto

Ore 16.00:
·        cerimonia ufficiale di apertura (discorso del sindaco di Grado e del  Soprintendente ai Beni Culturali del Friuli‑Venezia Giulia)
·        trasporto della nave dal molo Brioni seguendo un percorso attraverso le vie di Grado (via Aquileia- p.zza Duca D'Aosta- Campo San Rocco)
·        trasferimento dello scafo nella vasca di trattamento del Museo Archeologico

SECONDA PARTE DELL'EVENTO:

PALAZZO DEI CONGRESSI, PARCO DELLE ROSE

Ore 18.30:
·        presentazione libro “Iulia Felix”
·        premiazione dei partecipanti all'opera di recupero
·        interventi di archeologi e tecnici che hanno partecipato all'operazione

Ore 21.00:
·        festa nel parco (buffet marinaro e intrattenimento musicale con un artista che allieterà la serata

N.B. E' possibile accedere all'attività congressuale ed ai festeggiamenti conclusivi soltanto su invito e previa adesione. Si ricorda che l'invito è valido per due persone

 

Per ulteriori informazioni:
Operazione "Iulia Felix"


 

Il GRUPPO DI LAVORO DELLA “IULIA FELIX”

Il relitto della nave romana verrà recuperato il 24 agosto grazie al loro lavoro: sono 13 sub specializzati, coordinati dallo staff di Aquarius e del Ministero ai Beni Culturali

IL COORDINAMENTO. L’operazione Iulia Felix è frutto del lavoro di molte persone, in primis il Sovrintendente per i beni ambientali, archeologici, architettonici, artistici e storici del Friuli Venezia Giulia, Arch. Franco Bocchieri.
Responsabile nazionale dell’Operazione Iulia Felix, è il Prof. Luigi Fozzati che è il responsabile del nucleo di Archeologia Subacquea del Medio e Alto Adriatico, oltre che funzionario della Soprintendenza Archeologica per il Veneto.
Il coordinamento delle operazioni subacquee è stato gestito dall’arch. Massimo Colocci, di Roma, responsabile del progetto di recupero della nave e autore della speciale tecnica, unica al mondo, con cui la Iulia Felix verrà recuperata. Ricercatore presso l’Università di Tor Vergata di Roma, è socio della Cooperativa Aquarius.
Direttore dei lavori dell’Operazione della Iulia Felix è la dottoressa Paola Lopreato, è la Direttrice del Museo Nazionale Archeologico del Friuli e sarà la Direttrice del Museo Archeologico Subacqueo di Grado.
Alice Freschi è la Direttrice scientifica della struttura Aquarius, incaricata dalla Soprintendenza di effettuare i lavori di recupero. 

Ma chi sono le donne e gli uomini che hanno lavorato per anni nelle acque al largo di Grado per rendere possibile il recupero della Iulia Felix, che avverrà il 24 agosto e rappresenterà un fatto unico al mondo nella storia dell’archeologia subacquea?
Ve le presentiamo uno per uno, partendo dal capo-squadra, Ettore Magini.

ETTORE MAGINI. Trentasei anni, toscano di Piancastagnaio (Siena), è il comandante del “Costa d’Ouro”, il veliero usato dal gruppo di lavoro dell’operazione “Iulia Felix” nel corso di tutte le campagne di scavo di questi anni. E’ il team leader delle operazioni della cooperativa Aquarius dal 1982. Possiede i brevetti F.I.P.S., A.R.A., CMAS, PADI Divemaster. E’ operatore Video Subacqueo, tecnico operatore di camere iperbariche, ha frequentato corsi di archeologia subacquea ed è stato docente al corso per “Manager Turistico Subacqueo Esperto in Biologia Marina, Archeologia Subacquea e Tecniche di immersione” organizzato dal Ministero dei Beni Culturali.  In campo archeologico ha al suo attivo oltre 100 operazioni in campo archeologico-subacqueo, tra cui: la campagna di scavo del relitto greco-arcaico di Gela, quella dell’”Oro di Marsala”, dei Bronzi di Brindisi, dei relitti di Camarina, della Nave di Ladispoli, del Galeone di Pesaro. Porta a bordo della nave, come portafortuna, uno splendido cane Terranova di nome Calimero.

MAURO MAZZOLI. Nato a Lugano, è il secondo del “Costa d’Ouro”. Come Ettore Magini, ha partecipato a tutte le campagne di scavo della Iulia Felix. Come lui, ha all’attivo centinaia di scavi subacqueo-archeologici. Sommozzatore e tecnico subacqueo professionista, attualmente ha a bordo anche la moglie e la figlioletta di tre mesi, Giuditta.

SALVATORE CURRENTI. Di Catania, ha 25 anni e fa il tecnico subacqueo a tempo pieno, da due anni è al lavoro sulla “Costa d’Ouro” e ha partecipato anche alla campagna di rilievo del 1998. E’ l’espero di compressori e motori: garantisce la funzionalità della parte tecnica.

ROBERTO CRASTO, di Cagliari, ha 26 anni. Come Currenti, è tecnico subacqueo e partecipa da due anni all’operazione “Iulia Felix”.

FABIO FRASCHETTI. Nato a Roma 27 anni fa, è tecnico subacqueo a tempo pieno con Mazzoli e Magini ha già partecipato a molte altre campagne archeologiche subacquee.

ANGELO ANDREA DORIA, di Catanzaro, ha 24 anni e studia Economia e Commercio a Firenze. Lo scorso anno è diventato operatore subacqueo con la Aquarius, frequentando lo stage di Archeologia Subacquea. Per l’Operazione Iulia Felix, ha partecipato alla campagna di scavo del 1998.

FRANCO PILLONI. Nato a Cagliari 37 anni fa, è tecnico subacqueo e lavora solitamente in cantieri per la costruzione di porti. La sua esperienza è molto importante in questo momento di recupero del relitto.

DARIO GADDI. Nato a Grado 32 anni fa, è laureato in lettere classiche a Trieste con tesi sull’Archeologia nella Laguna di Grado. Da qualche anno collabora con Acquarius e le Soprintendenze di Trieste e Venezia. Sulla “Iulia Felix” gioca in casa.

PAOLA PALMA. Di Vittorio Veneto, ha 34 anni e si è laureata in lettere a Ca’ Foscari, con indirizzo archeologico. Attualmente risiede in Inghilterra e sta frequentando un Master a Southampton. Prossimamente parteciperà ad uno scavo archeologico in Svezia. Ha già partecipato a campagne di scavo a Genova Pegli, Lerici e in Scozia, prima di entrare a far parte del team della “Iulia Felix”. Dopo questa operazione, ha già in programma lo scavo archeologico sulla costa Sud della Svezia per il recupero di una cocca medievale.

PAOLO DELL’AMICO è l’esperto di costruzioni navali antiche e legno marino.

RITA AURIEMMA ALBERTI, nata a Roseto degli Abruzzi, è archeologa ed esperta in anfore.

GIORGIO MERIGHI, nato a Carpi (MO), fotografo e operatore esperto in riprese subacquee. A lui si devono le immagini realizzate in acqua durante le campagne di scavo della Iulia Felix.

BRUNELLO RAFFONE, insegnante di educazione fisica all’ISEF di Urbino, coniugato con un’archeologa, è sommozzatore esperto e partecipa ogni estate ad importanti campagne di scavo.

Ufficio Stampa Operazione "IULIA FELIX"


 

 IULIA FELIX

IULIA FELIX: IL RECUPERO DEL RELITTO E' RINVIATO

 

Il maltempo blocca le operazioni al largo di Grado. La lulia Felix  sarà recuperata in settembre.

 

Grado - L'atteso recupero della lulia Felix, previsto per il 24 agosto prossimo, è stato rinviato di qualche settimana. Il maltempo impedisce infatti da giorni il regolare svolgimento dei lavori sul fondale al largo di Grado: l'apposito guscio predisposto a protezione dei relitto, progettato dall'Arch. Colocci dell'Università di Roma, non è ancora perfettamente posizionato e la Cooperativa Aquarius, incaricata del recupero dalla Soprintendenza dei Friuli Venezia Giulia e dal Ministero ai Beni Culturali, ha deciso,  data la delicatezza dell'intervento, il rinvio di qualche settimana, affinché si possa procedere in tutta sicurezza al sollevamento della nave romana affondata 1.800 anni fa al largo di Grado.

La data esatta dei recupero sarà resa nota tra una decina di giorni.

 

Ufficio Stampa Operazione lulia Felix

 


 

GRADO, 24 AGOSTO 1999
OPERAZIONE "IULIA FELIX: DAL MARE AL MUSEO"

 IULIA FELIX: NUOVI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI

Sotto il relitto, ritrovati altri frammenti della nave romana

Le operazioni di recupero della nave romana IULIA FELIX, già rallentati dalle condizioni di maltempo degli ultimi giorni, sono ora condizionate anche dal delicato lavoro archeologico di recupero di nuovi reperti venuti alla luce sotto lo scafo durante l'istallazione della struttura di supporto che dovrà permettere la riemersione del relitto.

La Soprintendenza del Friuli-Venezia Giulia ha indetto per i prossimi giorni una riunione tecnica con tutti gli operatori subacquei per valutare l'importanza dei ritrovamenti e decidere una data in cui effettuare - nelle migliori condizioni di sicurezza possibili - le fasi finali dell'operazione di recupero. Alla riunione parteciperanno anche le autorità locali e i Corpi dello Stato che collaborano all'iniziativa.

E' comunque molto probabile che venga prescelta una data dell'ultima decade di settembre, così da far coincidere la riemersione della IULIA FELIX con il termine della stagione turistica gradese.

 

 

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
NUCLEO ARCHEOLOGIA SUBACQUEA MEDIO ALTO ADRIATICO
SOPRINTENDENZA PER 1 BENI AMBIENTALI ARCHITETTONICI ARCHEOLOGICI ARTISTICI E STORICI DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA SOPRINTENDENZE ARCHEOLOGICHE DEL VENETO, DELL'EMILIA ROMAGNA E DELLE MARCHE

PROVINCIA DI GORIZIA, COMUNE DI GRADO,
AZIENDA DI PROMOZIONE TURISTICA DI GRADO E AQUILEIA

INFORMAZIONI: BIBLIOTECA CIVICA 'FALCO MARIN" - GRADO
TEL. 0431 876942 - FAX 0431 876944 - E-mail: biblioteca.grado@wavenet.it

 


 

IN UN LIBRO LE VARIE FASI DELL'OPERAZIONE DI RECUPERO

IL 26 SETTEMBRE LA “IULIA FELIX”

TORNERA’ IN SUPERFICIE DOPO 1800 ANNI

 “Le operazioni dì recupero della nave romana Iulia Felix, già rallentate dalle condizioni di maltempo degli ultimi giorni, sono ora condizionate anche dal delicato lavoro archeologico di recupero di nuovi reperti venuti alla luce sotto lo scafo durante l'installazione della struttura di supporto che dovrà permettere la riemersione dei relitto.La Soprintendenza del Friuli-Venezia Giulia ha indetto per i prossimi giorni una riunione tecnica con tutti gli operatori subacquei per valutare l'importanza dei ritrovamenti e decidere una data in cui effettuare - nelle migliori condizioni di sicurezza possibili - le fasi finali dell'operazione di recupero. Alla riunione parteciperanno anche le autorità locali e i Corpi dello Stato che collaborano all'iniziativa”.

Fin qui la nota ufficiale dell'ufficio stampa dell'operazione Iulia Felix; le previsioni di maggio erano "rispettate" se si pensa che il recupero era fissato per martedi 24 agosto: ora lo slittamento, visto che sotto lo scafo sono stati trovati ulteriori reperti che arricchiscono il già ricco corredo della nave oneraria romana, affondata al largo di Grado ben 1800 anni fa.
Ma la “Festa” è soltanto rinviata al 26 settembre.
L’ occasione della festa per la conclusione dell'operazione Iulia Felix doveva essere la felice occasione della presentazione del volume “Operazione Iulia Felix - Dal mare al Museo” edito in elegante veste tipografica per i tipi delle Edizioni della Laguna di Monfalcone. Lo scavo, il recupero ed il progetto di musealizzazione della nave romana rinvenuta al largo di Grado.
L'ideazione di tale opera è del Nucleo di Archeologia Subacquea Medio‑Alto Adriatico, con il coordinamento di Rita Auriemma e nasce anche grazie alla collaborazione fra la Soprintendenza Friuli-Venezia Giulia Beni Artistici e Comune di Grado. L'opera di avvale della prefazione di Franco Bocchieri, Soprintendente regionale e del sindaco di Grado, Roberto Marin.
Il libro si apre con il suggestivo saggio di Luigi Fozzati sul nuovo orizzonte per l'archeologia subacquea che è il mar Adriatico. Dario Gaddi si sofferma sul sistema portuario di Aquileia e Grado. Paola Lopreato, una sorta di vestale della lulia Felix, ripercorre la scoperta e la storia degli scavi. Giuseppina Grimaudo, Dario Gaddi e Massimo Colocci ripercorrono le campagne di scavo 1994, 1995 e 1998. Rita Auriemma ci introduce alla descrizione del carico e delle dotazioni di bordo della nave romana. Piero Dell'Amico ci parla della nave e ne ripercorre le caratteristiche dello scafo. Lorenza Babbini, Guido Bressan e Lia Ghirardelli ci introducono alla biologia marina subacquea e alla scoperta delle alghe, quali archivi di storia. Massimo Colocci illustra il progetto di recupero dello scafo mentre Giuseppe Berucci e Annalisa de Comelli ci spiegano il Progetto - Museo dell'Archeologia Subacquea che sarà collocato nella scuola Scaramuzza.
Ricchissimo il corredo iconografico con diapositive e disegni, opera degli esperti della Soprintendenza.

 

Tullio Troian

Voce Isontina 28/08/99

 


 

Le immagini sono state prese dal pieghevole "Operazione Iulia Felix" e dalla rivista "Archeologia Viva".